federalismo fiscale
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federalismo fiscale
MILANO - È un caso se Mercedes Bresso, presidente del Piemonte sia la più aperturista sul tema del federalismo fiscale tra i governatori di centrosinistra? O che viceversa non lo sia il presidente del Lazio, Piero Marrazzo che ammonisce a non trasformare l'Italia "in un paese a due velocità?"
Per nulla: sono posizioni politiche che si basano sui numeri e che rivelano, in effetti, una graduatoria tra chi rischia di guadagnare di più e chi, viceversa, perdere non pochi quattrini se dovesse andare in porto la riforma in senso federale così come la prevede la bozza del ministro Calderoli: con le regioni del Nord che si ritroverebbero con più soldi rispetto al passato e quelle del Sud che dovrebbero ricorrere a nuovi trasferimenti da parte dello Stato.
Perché, innanzi tutto, il disegno di legge cambia la partita di giro tra Roma e giunte regionali, che finirebbe in vantaggio di queste ultime: le regioni nel loro complesso si vedranno ricevere fino a 60 miliardi di nuove risorse. Lo ricorda una elaborazione eseguita pochi mesi fa dal professor Massimo Bordignon e dal centro Cifrel della Cattolica di Milano sul disegno di legge della Lega che a sua volta si basa da un testo della regione Lombardia e contenuto nel programma della Pdl, poi corretto da Calderoli in una serie di incontri anche con le Regioni.
Il calcolo prevede che se oggi entrate proprie e trasferimenti garantiscono alle Regioni 81 miliardi, domani con il progetto della Pdl si arriverebbe attorno a 228, in pratica 147 in più. Ma da questi vanno tolti i soldi destinati alle nuove funzioni che saranno attribuite alle Regioni e che sono in carico allo Stato (dal finanziamento per le Università agli stipendi degli insegnanti, fino ai trasferimenti per Comuni e Province), per arrivare alla cifra di 63 miliardi.
Ma quali sono le regioni che guadagnano e quelle che perdono in questa partita di giro. Avvantaggiate le Regioni più virtuose, quelle che pagano più tasse "regionali". Lo sostengono dati elaborati, in questo caso, dalla Cgia di Mestre. Al primo posto c'è la Lombardia, seguita proprio dal Piemonte di Mercedes Bresso e dal Veneto. In Lombardia lo Stato copre solo il 35,4% della spesa pubblica della Regione, il resto arriva dalle tasse regionali; in Piemonte siamo al 46,3% di copertura, in Veneto al 47%.
Così via, fino ad arrivare ai record negativi delle regioni del sud, ovvero a quella Italia a due velocità di cui parla Marrazzo: la Basilicata, ultima della classifica tra le regioni a statuto ordinario, bussa a Roma per il 78,4% delle spese, la Calabria per il 77,7% e il Molise per il 75,8%.
Un meccanismo che rischia di diventare esplosivo se proiettato su un'altra classifica (eleborazione Unioncamere Veneto), la differenza tra tasse pagate e servizi ricevuti pro-capite. Lombardia è ancora una volta in testa con un saldo favorevole di 3.292 euro a cittadino, seguita da Emilia Romagna (2.643), Veneto (2.513), Piemonte (316), Toscana (180) e Marche (120). Poi ci sono solo saldi negativi, con in fondo alla classifica Calabria (-3.373) e Basilicata (-3.060). Ma attenzione alle Regioni a statuto speciale: qui non si fa tanta distinzione tra nord e sud: la Valle d'Aosta è la maglia nera della classifica (saldo negativo per 4.767) e supera anche Sardegna (-3.186) e Sicilia (2.854). Dove prenderanno le risorse dei diminuiti trasferimenti allo Stato dalle regioni del Nord?
(19 agosto 2008)

LORENZAGO DI CADORE (BELLUNO) - Al solito sospeso tra l'auspicio e l'avvertimento sinistro, Umberto Bossi va subito al sodo: "Speriamo che questo incontro non sia solo simbolico, che sia la volta buona per realizzare il federalismo. La devolution ce l'hanno bocciata - ricorda con voce grave - , hanno trovato la strada per bloccarla. Mi auguro che questo non accada di nuovo, altrimenti bisognerà procedere coi mezzi più sbrigativi, quelli che il popolo conosce bene e sa usare".
Sono le nove di sera e il Senatur è appena uscito dall'hotel Ferrovia, a Calalzo di Cadore, per raggiungere la baita del passo Mauria dove si festeggia il compleanno di Giulio Tremonti. A tavola, tra spiedini di carne, polenta con formaggio e strudel, ci sono anche il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, e Roberto Cota, capogruppo leghista alla Camera.
Si fa festa - il padrone di casa ha spento la sessantunesima candelina - ma si parla anche di federalismo. D'altronde il luogo e il periodo sono tutto fuorché casuali: era agosto del 2003 quando i quattro saggi della Casa della Libertà (Roberto Calderoli, Francesco D'Onofrio, Domenico Nania e Andrea Pastore) si riunirono qui per un "tavolo sulle riforme".
Da quella full immersion a duemila metri uscì il disegno di legge da cui il centrodestra partì per provare a cambiare la seconda parte della Costituzione: ma il testo non ebbe buona sorte. Fu bocciato dal referendum del 2006, e così addio devolution. Per quanto riguarda le cariche il tempo sembra essersi fermato: anche allora Bossi e Tremonti erano a capo di Riforme e Economia. Calderoli, lui, era vicepresidente del Senato. Oggi è ministro per la Semplificazione e autore del testo del disegno di legge sul federalismo fiscale.
L'ultima bozza, i cui contenuti sono stati anticipati ieri da Repubblica, l'ha consegnata a Tremonti e a Bossi ("I miei primi interlocutori") . Nemmeno in questo lunedì di sole ha smesso di lavorare: si è chiuso per tutto il pomeriggio in albergo per limare il testo con un pugno di professori universitari. "Il federalismo non ruba il lavoro a Tremonti - dice il ministro - si eviteranno gli scontri che ci sono sempre con la Finanziaria e lo Stato dimagrirà, sarà più snello e tonico".
A costo zero, in fase transtitoria dal 2010, la rivoluzione fiscale autonomista - sottolinea Calderoli - non toccherà la Costituzione né gli Statuti delle Regioni. E sarà graduale, in modo da dare "a tutti la garanzia di farcela". Ma attenzione: quando i soldi entreranno direttamente nelle casse di Comuni, Province e Regioni, i sindaci che spenderanno più di quanto possono e devono, saranno puniti dallo Stato. Come? Con la messa in mora, il blocco delle assunzioni e delle risorse, e l'aumento delle tasse in automatico.
Arriva Tremonti: "Sono in vacanza, è il mio compleanno, e non parlo di lavoro". Fedele alla proverbiale riservatezza, il festeggiato si presenta con la sua jeep Land Rover Defender. Da solo. Calderoli e Bossi gli tirano le orecchie, l'aria è rilassata. Né sembrano esserci, tra i presenti, nodi politici da sciogliere. Chi gli parlato nelle ultime ore riferisce che il ministro dell'Economia ripone abbondante fiducia nel lavoro del collega leghista, e ha già espresso parere positivo sulla bozza. I malumori, però, non mancano.
"Benissimo il federalimo fiscale che premia le Regioni capaci di spendere meglio i soldi, ma siamo contrari a una normativa che determini Regioni di serie A e altre di serie B", dice Italo Bocchino, vicecapogruppo vicario del Pdl alla Camera. Appunti anche da Osvaldo Napoli, vice presidente dei deputati del Pdl e dell'Anci: "Ho delle preplessità su alcune scelte di fondo, e il testo è carente per quanto riguarda l'assetto finanziario dei Comuni e delle Città metropolitane".
Duro il giudizio dell'Italia dei Valori: "La Lega ha fatto una scelta di campo - dice Antonio Di Pietro - , scendere a compromessi rispetto alla sua missione per ottenere il federalismo". Infine il ministro Rotondi: "Bisogna trovare una sintesi con l'opposizione".
(19 agosto 2008)

Bossi e Calderoli tirano le orecchie a Tremonti che ieri ha festeggiato il 61esimo compleanno
preso da la repubblica.it
voi cosa ne pensate?
Per nulla: sono posizioni politiche che si basano sui numeri e che rivelano, in effetti, una graduatoria tra chi rischia di guadagnare di più e chi, viceversa, perdere non pochi quattrini se dovesse andare in porto la riforma in senso federale così come la prevede la bozza del ministro Calderoli: con le regioni del Nord che si ritroverebbero con più soldi rispetto al passato e quelle del Sud che dovrebbero ricorrere a nuovi trasferimenti da parte dello Stato.
Perché, innanzi tutto, il disegno di legge cambia la partita di giro tra Roma e giunte regionali, che finirebbe in vantaggio di queste ultime: le regioni nel loro complesso si vedranno ricevere fino a 60 miliardi di nuove risorse. Lo ricorda una elaborazione eseguita pochi mesi fa dal professor Massimo Bordignon e dal centro Cifrel della Cattolica di Milano sul disegno di legge della Lega che a sua volta si basa da un testo della regione Lombardia e contenuto nel programma della Pdl, poi corretto da Calderoli in una serie di incontri anche con le Regioni.
Il calcolo prevede che se oggi entrate proprie e trasferimenti garantiscono alle Regioni 81 miliardi, domani con il progetto della Pdl si arriverebbe attorno a 228, in pratica 147 in più. Ma da questi vanno tolti i soldi destinati alle nuove funzioni che saranno attribuite alle Regioni e che sono in carico allo Stato (dal finanziamento per le Università agli stipendi degli insegnanti, fino ai trasferimenti per Comuni e Province), per arrivare alla cifra di 63 miliardi.
Ma quali sono le regioni che guadagnano e quelle che perdono in questa partita di giro. Avvantaggiate le Regioni più virtuose, quelle che pagano più tasse "regionali". Lo sostengono dati elaborati, in questo caso, dalla Cgia di Mestre. Al primo posto c'è la Lombardia, seguita proprio dal Piemonte di Mercedes Bresso e dal Veneto. In Lombardia lo Stato copre solo il 35,4% della spesa pubblica della Regione, il resto arriva dalle tasse regionali; in Piemonte siamo al 46,3% di copertura, in Veneto al 47%.
Così via, fino ad arrivare ai record negativi delle regioni del sud, ovvero a quella Italia a due velocità di cui parla Marrazzo: la Basilicata, ultima della classifica tra le regioni a statuto ordinario, bussa a Roma per il 78,4% delle spese, la Calabria per il 77,7% e il Molise per il 75,8%.
Un meccanismo che rischia di diventare esplosivo se proiettato su un'altra classifica (eleborazione Unioncamere Veneto), la differenza tra tasse pagate e servizi ricevuti pro-capite. Lombardia è ancora una volta in testa con un saldo favorevole di 3.292 euro a cittadino, seguita da Emilia Romagna (2.643), Veneto (2.513), Piemonte (316), Toscana (180) e Marche (120). Poi ci sono solo saldi negativi, con in fondo alla classifica Calabria (-3.373) e Basilicata (-3.060). Ma attenzione alle Regioni a statuto speciale: qui non si fa tanta distinzione tra nord e sud: la Valle d'Aosta è la maglia nera della classifica (saldo negativo per 4.767) e supera anche Sardegna (-3.186) e Sicilia (2.854). Dove prenderanno le risorse dei diminuiti trasferimenti allo Stato dalle regioni del Nord?
(19 agosto 2008)

LORENZAGO DI CADORE (BELLUNO) - Al solito sospeso tra l'auspicio e l'avvertimento sinistro, Umberto Bossi va subito al sodo: "Speriamo che questo incontro non sia solo simbolico, che sia la volta buona per realizzare il federalismo. La devolution ce l'hanno bocciata - ricorda con voce grave - , hanno trovato la strada per bloccarla. Mi auguro che questo non accada di nuovo, altrimenti bisognerà procedere coi mezzi più sbrigativi, quelli che il popolo conosce bene e sa usare".
Sono le nove di sera e il Senatur è appena uscito dall'hotel Ferrovia, a Calalzo di Cadore, per raggiungere la baita del passo Mauria dove si festeggia il compleanno di Giulio Tremonti. A tavola, tra spiedini di carne, polenta con formaggio e strudel, ci sono anche il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, e Roberto Cota, capogruppo leghista alla Camera.
Si fa festa - il padrone di casa ha spento la sessantunesima candelina - ma si parla anche di federalismo. D'altronde il luogo e il periodo sono tutto fuorché casuali: era agosto del 2003 quando i quattro saggi della Casa della Libertà (Roberto Calderoli, Francesco D'Onofrio, Domenico Nania e Andrea Pastore) si riunirono qui per un "tavolo sulle riforme".
Da quella full immersion a duemila metri uscì il disegno di legge da cui il centrodestra partì per provare a cambiare la seconda parte della Costituzione: ma il testo non ebbe buona sorte. Fu bocciato dal referendum del 2006, e così addio devolution. Per quanto riguarda le cariche il tempo sembra essersi fermato: anche allora Bossi e Tremonti erano a capo di Riforme e Economia. Calderoli, lui, era vicepresidente del Senato. Oggi è ministro per la Semplificazione e autore del testo del disegno di legge sul federalismo fiscale.
L'ultima bozza, i cui contenuti sono stati anticipati ieri da Repubblica, l'ha consegnata a Tremonti e a Bossi ("I miei primi interlocutori") . Nemmeno in questo lunedì di sole ha smesso di lavorare: si è chiuso per tutto il pomeriggio in albergo per limare il testo con un pugno di professori universitari. "Il federalismo non ruba il lavoro a Tremonti - dice il ministro - si eviteranno gli scontri che ci sono sempre con la Finanziaria e lo Stato dimagrirà, sarà più snello e tonico".
A costo zero, in fase transtitoria dal 2010, la rivoluzione fiscale autonomista - sottolinea Calderoli - non toccherà la Costituzione né gli Statuti delle Regioni. E sarà graduale, in modo da dare "a tutti la garanzia di farcela". Ma attenzione: quando i soldi entreranno direttamente nelle casse di Comuni, Province e Regioni, i sindaci che spenderanno più di quanto possono e devono, saranno puniti dallo Stato. Come? Con la messa in mora, il blocco delle assunzioni e delle risorse, e l'aumento delle tasse in automatico.
Arriva Tremonti: "Sono in vacanza, è il mio compleanno, e non parlo di lavoro". Fedele alla proverbiale riservatezza, il festeggiato si presenta con la sua jeep Land Rover Defender. Da solo. Calderoli e Bossi gli tirano le orecchie, l'aria è rilassata. Né sembrano esserci, tra i presenti, nodi politici da sciogliere. Chi gli parlato nelle ultime ore riferisce che il ministro dell'Economia ripone abbondante fiducia nel lavoro del collega leghista, e ha già espresso parere positivo sulla bozza. I malumori, però, non mancano.
"Benissimo il federalimo fiscale che premia le Regioni capaci di spendere meglio i soldi, ma siamo contrari a una normativa che determini Regioni di serie A e altre di serie B", dice Italo Bocchino, vicecapogruppo vicario del Pdl alla Camera. Appunti anche da Osvaldo Napoli, vice presidente dei deputati del Pdl e dell'Anci: "Ho delle preplessità su alcune scelte di fondo, e il testo è carente per quanto riguarda l'assetto finanziario dei Comuni e delle Città metropolitane".
Duro il giudizio dell'Italia dei Valori: "La Lega ha fatto una scelta di campo - dice Antonio Di Pietro - , scendere a compromessi rispetto alla sua missione per ottenere il federalismo". Infine il ministro Rotondi: "Bisogna trovare una sintesi con l'opposizione".
(19 agosto 2008)

Bossi e Calderoli tirano le orecchie a Tremonti che ieri ha festeggiato il 61esimo compleanno
preso da la repubblica.it
voi cosa ne pensate?
re:federalismo fiscale
Finalmente chi lavora sodo avrà quello che gli spetta di diritto.In più secondo me il federalismo motiverà gli abitanti delle regioni povere,che si tireranno su le maniche per crescere economicamente,visto che le altre volte si vedevano arrivare i soldi dalle regioni ricche per le loro infrastrutture,servizi ecc.
In più i governi regionali sono un po più vicini alla gente di quello centrale,penso che spenderanno meglio dello stato i soldi che guadagneranno con il federalismo fiscale.
Cosa facciamo questa sera Agruskos?
Quello che facciamo tutte le sere,Silvio,cerchiamo di conquisatre il mondo...

Quello che facciamo tutte le sere,Silvio,cerchiamo di conquisatre il mondo...

Re: federalismo fiscale
forse al sud sono meno contenti...agruskos ha scritto:
Finalmente chi lavora sodo avrà quello che gli spetta di diritto.In più secondo me il federalismo motiverà gli abitanti delle regioni povere,che si tireranno su le maniche per crescere economicamente,visto che le altre volte si vedevano arrivare i soldi dalle regioni ricche per le loro infrastrutture,servizi ecc.
In più i governi regionali sono un po più vicini alla gente di quello centrale,penso che spenderanno meglio dello stato i soldi che guadagneranno con il federalismo fiscale.

re:federalismo fiscale
Cosa facciamo questa sera Agruskos?
Quello che facciamo tutte le sere,Silvio,cerchiamo di conquisatre il mondo...

Quello che facciamo tutte le sere,Silvio,cerchiamo di conquisatre il mondo...

Re: federalismo fiscale
w san silvio che aiutò gli spartani durante la battaglia delle termopili!e salverà anche l'italia da questa brutta situazione!


WHY SO SERIOUS?


re:federalismo fiscale
Cosa facciamo questa sera Agruskos?
Quello che facciamo tutte le sere,Silvio,cerchiamo di conquisatre il mondo...

Quello che facciamo tutte le sere,Silvio,cerchiamo di conquisatre il mondo...

























